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Mi chiamo Enzo e sono un grande appassionato di tutto ciò che riguarda la pesca a mosca, mi ritengo fortunato di abitare in Friuli dove ci sono tantissimi fiumi adatti a questo tipo di pesca.
Ho iniziato a pescare all’età di 9 anni (nel 1959) e mi ricordo che il primo mulinello era ricavato con materiale reperito nel negozio di merceria di mia madre che era una sarta. Il rocchetto di legno del filo per cucire mi serviva per avvolgere il nylon che mia madre usava per infilare le collane, gli spilli da sarta piegati li usavo come ami per catturare le alborelle.
Ho cominciato ad avvicinarmi alla pesca a mosca nel 1975, nel corso degli anni ho cercato di approfondire la mia conoscenza su tutto quello che riguardava questo sport acquistando riviste specifiche, cataloghi, libri anche di provenienza straniera.
Nel 1990 mi sono iscritto ad un club di pesca a mosca, per avere uno scambio di idee ed opinioni con altri pescatori, offrendo la mia esperienza ai giovani soci.
Ho sempre avuto una predilezione particolare per le canne in bamboo e mi affascinava il fatto che da una pianta così semplice, si potessero ricavare dei capolavori simili.
Nel 1995 con l’aiuto di alcuni soci del club ho reperito il materiale necessario per la costruzione delle mie prime canne in bamboo dando ad ogni una il nome del fiume nel quale andavo a pescare. Ho costruito varie canne in bamboo e quando ho ottenuto secondo me il risultato migliore, ho deciso di avventurarmi nella costruzione dei mulinelli in legno per completare l’estetica delle mie canne.


Descrizione della realizzazione del mulinello




Scelta del legno e sbozzature ottagonale


Esistono una infinità di legni per costruire il mulinello, l’importante è che siano abbastanza duri. La parte migliore è quella del basso fusto e precisamente dove le radici si collegano con il tronco. In mancanza di ciò, va bene anche il tronco, purché sia stato tagliato nella luna giusta: la migliore è la luna vecchia di agosto che cade sempre nel mese di settembre. In questo periodo la pianta rallenta la fotosintesi mantenendo e fissando nel tempo le sue qualità di durezza e di conservazione.
Il tronco va tagliato in senso longitudinale in tavole dello spessore di cm 4, accatastandole in senso orizzontale in un luogo asciutto ed areato interponendo fra esse dei listelli in legno per migliorare la sua essiccazione che avrà una durata di 2 anni. Ho costruito mulinelli con vari tipi di legno, come ad esempio il noce nazionale, noce evaporato, rovere, ciliegio, carpine, ecc. L’ulivo è quello che mi è piaciuto di più per il gioco di venature contrastanti fra loro.
Il contrasto delle venature del legno di ulivo varia da pianta a pianta e dipende molto dal luogo dove sono cresciute. Ho notato che un pezzo di ulivo proveniente dalla Lombardia aveva venature morbide ed uniformi, mentre l’ulivo che proveniva dall’Isola d’Elba mostrava venature deformate con tonalità chiaro scuro molto contrastanti fra loro. Questo pezzo di ulivo regalatomi da un amico era stato ricavato da una pianta molto vecchia, ormai morta e destinata come legna da ardere.
Terminata la stagionatura, con una sega circolare si sega la tavola dando prima una forma quadrata, poi togliendo gli spigoli, si crea una forma ottagonale facilitando così la lavorazione al tornio.


Perno porta pezzo di legno


Per procedere alla tornitura del pezzo di legno squadrato e privo degli spigoli, bisogna costruirsi al tornio il perno per tenerlo durante la lavorazione ( fig.1).
Le misure del perno sono: lunghezza totale compreso il filetto cm 10; diametro mm 10, del tratto che va inserito nel mandrino del tornio mm 10; diametro della porzione che è destinata a serrare fra due rondelle il legno mm 6. In testa del perno e precisamente in prossimità del filetto, bisogna praticare un foro che servirà per l’inserimento della contropunta del tornio durante la lavorazione del legno.


fig.1


Prima lavorazione

Il primo lavoro da fare è disegnare con il compasso una circonferenza sulla superficie del legno di misura leggermente superiore alla misura finita del mulinello (pezzo di legno adibito alla cassa del mulinello) usando un "trapano a colonna", per praticare con punta per legno da mm 6 un foro al centro della circonferenza.
Inserire il pezzo di legno sul perno (fig.1) e serrarlo bene fra le due rondelle. (E’ consigliabile usare la contropunta del tornio per mantenere più saldo il perno durante la lavorazione del legno).
Per tornire il legno ho usato l’utensile arrotondato (34-tav.I).
Dopo aver tornito  la superficie della circonferenza ottenendo un cilindro del diametro di circa mm 72, la si lucida con la carta vetrata fine, e si passa  alla lavorazione della facciata destra del cilindro arrivando con l’utensile in prossimità della rondella di serraggio; poi si toglie il pezzo dal perno e dal mandrino, si capovolgono le ganasce del tornio, (il mio tornio ha un mandrino piccolo e quindi le ganasce mantenendole in quella posizione non riescono a prendere il pezzo e sono costretto a girarle).
Ora il cilindro non è fissato sul perno, ma sono le ganasce del mandrino a prendere e tenere il cilindro.
Si blocca il cilindro con la faccia già lavorata verso il mandrino e si passa a rifinire portando a misura (circa mm 35) l’altra facciata del cilindro, si rigira il cilindro su se stesso e si va a finire la passata che prima non si poteva completare in quanto la rondella che serrava il cilindro impediva di affondare con l’utensile.


Incisione sulla circonferenza e sede per la vite del perno porta bobina


Mantenendo il cilindro sempre in questa posizione, con l’utensile (35-tav.I) si incide la circonferenza a circa 6 mm della sua altezza. Questo solco  (di mm 0,5 nel quale verrà inserito il filo in ottone da mm 0,5) servirà  per rinforzare la cassa del mulinello dalla parte vuota (dove va inserita la bobina) Questa lavorazione è facoltativa, e dipende dall’ampiezza e lunghezza delle luci che andremo ad incidere (indebolendola) nella cassa del mulinello. Sempre mantenendo il cilindro in questa posizione con la punta (28-tav.I) si va a fare la sede della vite blocca perno (8-tav.I) con profondità di mm 3. (es. fig.2).
La sede della vite del perno porta bobina, dovrà avere un diametro leggermente maggiore del diametro della vite stessa, in modo da poter regolare più avanti la centratura della bobina con la cassa del mulinello.


fig.2


Misurazioni periferiche e progetto per le luci


Terminate queste lavorazioni, si toglie il cilindro dal mandrino e si vanno a fare alcune misure sulla superficie della circonferenza.
Bisogna decidere come fare le luci del mulinello. Si possono fare due luci laterali rispetto al piede del mulinello, oppure una luce sola perpendicolare al piede del mulinello (tonda, più o meno ovale). Vedere fig.3 per le laterali e fig.4 per quella perpendicolare al piede.


fig.3 fig.4

Si misura dove verrà inserito il piede del mulinello, quanto misureranno le luci laterali o quella opposta al piede, i due fori per inserire il rinforzo antiusura dovuta allo scorrimento della lenza.
All’altezza del piede del mulinello si pratica un foro da mm 1,5 nel solco adibito a contenere il filo di ottone. (19-tav.I).


Uso del trapano a colonna e morsa

Usando il trapano a colonna ed una buona morsa per bloccare il cilindro (è importante fare questo tipo di lavorazione a cilindro pieno appunto per serrare bene il cilindro nella morsa) si va a forare con la punta da mm 14  (28-tav.I) le luci del mulinello.
Sempre con il cilindro nella morsa si andrà a sfiorare la sua circonferenza con la punta (27-tav.I) da mm 18 formando un solco ovale poco profondo (è importante non fare un incavo profondo a rischio della tenuta del piede con il mulinello). Vedi fig.5.
Al centro dell’ovale si fa un foro da mm 2,5 per il passaggio della vite (18-tav.I) per fissare il piede.


fig.5


Guida lenza anti abrasione

Usando sempre il trapano a colonna, si fanno i due fori con punta per legno da mm 2,5; non devono trapassare il cilindro e vengono fatti a circa mm 3  dalla circonferenza. Se il cilindro ha mm 35 di altezza, il foro avrà la profondità di mm 33,5.
I due fori vanno fatti dopo aver praticato le luci del mulinello e saranno eseguiti in modo che siano metà nel legno e metà fuori, in modo da esporre il metallo del rinforzo antiusura.
In questi due fori verranno inseriti due spezzoni di tondino anodizzato (22-tav.I), lunghi mm 30, incollati e poi ciascuno tappato con un cilindretto dello stesso tipo di legno (Vedi fig.6)


fig.6


Raggera parte esterna del mulinello


A questo punto chi desidera forare a raggera la cassa del mulinello come il modello della fig.2, lo può fare tranquillamente.
Si disegna a piacere il modello dei fori su un foglio millimetrato, lo si incolla sul cilindro facendo attenzione di centrarlo e con un bulino appuntito si va a premere sui punti dove andrà a forare la punta per legno ( non è necessario forare il cilindro da parte a parte). , lo può fare tranquillamente.


Smussature leggermente conica della faccia esterna del mulinello

Il cilindro viene serrato sul mandrino e la faccia da smussare dando una minima conicità (angolazione di gradi 7) è quella che ha la sede della vite blocca perno (8-tav.I).
Con l’utensile si va ad incidere questa faccia facendo attenzione a non superare i mm 25 di avanzamento.
Lo spigolo vivo che rimane sulla circonferenza, viene poi arrotondato con lima e carta vetrata, dando alla faccia esterna della cassa del mulinello una forma liscia e arrotondata.


Lavorazione interna del cilindro


Si inverte la posizione del cilindro nelle ganasce del mandrino del tornio e si procede con l’utensile (32-tav.I), ad asportare materiale dall’interno del cilindro.
Si inizia ad incidere al centro del cilindro e si procede con l’utensile fino a una profondità di mm 28.
Si arriva così quasi fino alla circonferenza, lasciando un bordo di mm 5.
Il vuoto del cilindro misura ora mm 28 di profondità, e mm 67 di diametro.


Svasatura interna per la vite del piede


Si toglie la cassa del mulinello dal mandrino e la si serra nella morsa e con il trapano a colonna e con punta per legno (26-tav.I), con diametro uguale alla testa della vite (18-tav.I) dalla parte interna della cassa del mulinello si pratica una sede profonda mm 1, misurata all’ altezza della testa della vite. Questa operazione è essenziale in quanto impedisce alla bobina, quando viene inserita nella cassa del mulinello, di battere contro la testa della suddetta vite.


Fissaggio del filo di ottone nella scanalatura

Si prende il filo di ottone di mm 0,8 leggermente più lungo della circonferenza della cassa del mulinello: basta fare entrare le due estremità nel foro e torcendole la si fa aderire perfettamente alla sede. Si fa una saldatura a stagno all’esterno del mulinello ed all’interno si trancia a raso l’eccedenza;  se rimane qualche sbavatura si rifinisce con lima e carta vetrata. (vedi fig.7).


fig.7
Per il momento le lavorazioni della cassa del mulinello sono terminate si riprenderanno più avanti.


Preparazione della bobina del mulinello

Si seguono gli stessi procedimenti adottati per la cassa del mulinello, arrivando alla misura voluta del diametro del cilindro, pari a mm 66, con un’altezza di mm 32 (inserendo la bobina nella cassa del mulinello questo deve sporgere di mm 5).


Raggera sul cilindro della bobina

Il procedimento di foratura del cilindro della bobina è uguale a quello della cassa del mulinello; si possono fare da parte a parte o solamente dalla parte esterna del cilindro.
Bisogna stare attenti quando si eseguono i fori più vicini alla circonferenza a farne uno più piccolo degli altri (mm 2,5) per la collocazione del pomello (vedi fig.8). E' importante posizionare il pomello osservando le venature che partono dal centro verso l’esterno (meno probabilità di rottura).


fig.8


Smussatura della faccia esterna della bobina

Si infila cestello e bobina sul perno già usato per la cassa e si serra fra le due rondelle, (si rigirano le ganasce del mandrino del tornio) si blocca il perno sul mandrino si inserisce la contropunta, si mantiene sempre la stessa angolatura della torretta, (gradi 7 come quella fatta per il cestello del mulinello), si penetra con l’utensile a mm 25 asportando solamente mm 1 di materiale della cassa del mulinello. Con lima e carta vetrata si toglie lo spigolo vivo della cassa del mulinello arrotondandolo; lo stesso si fa facciata opposta.


Svasatura del foro porta mulinello

Con il trapano a colonna e con punta per legno di mm 14 si svasa per una profondità di mm 1,5 il foro del porta pomello.
Facendo questa operazione si permette al pomello di mettersi parallelo all’asse della bobina. Vedi fig.8......


Svasatura del foro centrale del cilindro della bobina

Si toglie il cilindro della bobina dal perno, si rigirano le ganasce, si blocca il cilindro nelle ganasce e con punta da mm 8 si fora da parte a parte il cilindro. (In questo foro maggiorato, verrà inserita in seguito la bronzina del diametro interno di mm 6, esterno di mm 8). Con l’utensile (31-tav.I) si esegue sulla facciata esterna del cilindro la sede per il bottone a pressione femmina (45-tav.I) e per il tappo di rifinitura copri bottone.
La profondità sarà di mm 5 e il diametro di mm 14. (Vedi fig.9).


fig.9


Fori per le sedi sul cilindro della bobina
con l'uso del mandrino contropunta del tornio

Si gira il cilindro della bobina sul mandrino e sulla sua faccia interna, si eseguono le sedi:
1) per la guarnizione (6-tav.I) con punta per legno di mm 9 e per una profondità di mm 3
2) per la sede della rondella (9-tav.I) con punta (n° 28) di mm 14 e per una profondità di mm 0,5. (Vedi fig.10).


fig.10


Modifica foro centrale della bobina


Con la contropunta del tornio si inserisce una punta per legno da mm 8 e si fora da parte a parte il cilindro.


Preparazione al tornio della bronzina interna


Si rigirano le ganasce del tornio, si blocca il tondino in ottone (13-tav.I) con una sporgenza dalle ganasce di mm 40. Con l’utensile (34-tav.I) si porta la circonferenza esterna del tondino a mm 8 e con contropunta da mm 6 si fora il tondino.
Con l’utensile da taglio (33-tav.I), si taglia la futura bronzina a misura di mm 20 circa con una sporgenza dalle ganasce di mm 40.


Preparazione del rocchetto


Si prende il perno (fig.1) lo si blocca nel mandrino del tornio, si infila nel perno la bobina con all’interno la bronzina (messa provvisoriamente per la centratura) e si blocca fra le due rondelle; si inserisce in battuta al perno la contropunta di scorrimento del tornio, e con l’utensile (34-tav.I) si va a togliere materiale fra le due facciate del cilindro penetrando delicatamente e lasciando mm 2,5 per entrambe le facciate del rocchetto e un diametro interno del rocchetto (dove avrà sede il backing) di mm 18. Vedi fig.11.



fig.11


Inserimento della bronzina, della guarnizione in gomma
del bottone, della rondella e del tappo di rifinitura

Si inserisce nella sede interna della bobina la guarnizione in gomma (6-tav.I) e la si fissa con alcune gocce di colla cianocrilica, si appoggia e si fissa con colla sulla guarnizione in gomma la rondella, (9-tav.I).
Dalla parte opposta si inserisce la bronzina fissandola con colla; nella sua sede si inserisce il bottone automatico femmina (4-tav.I), si incolla il tappo di rifinitura e si passa alla levigatura della superficie esterna della bobina
Perno del pomello in ottone, rondella e pomello in legno
Il perno in ottone del pomello viene ricavato dalla barra filettata (14-tav.I) lavorandolo al tornio.
La lavorazione al tornio viene fatta fissando sul mandrino il pezzo, lasciando mm 30 per la lavorazione; si porta a misura il diametro del perno per tutta la sua lunghezza a mm 7, si rifà un altro passaggio con l’utensile portando il diametro del perno a mm 6 con lunghezza mm 15, si esegue un foro interno con profondità di mm 6 con la contropunta, si filetta, (la misura del filetto deve corrispondere alla misura della vite (17-tav.I).
Terminata la filettatura, con l’utensile da taglio (33-tav.I) si taglia il perno del pomello sul diametro da mm 7 lasciando un margine di mm 0,5 dal diametro di mm 6 formando così un tappino (blocca pomello).
Sempre su questo perno in ottone con diametro di mm 7 si ricaverà la rondella di "tenuta" (16-tav.I), che andrà posta fra il perno del pomello ed il foro sulla faccia della bobina esterna. La misura della rondella è: diametro mm 7, altezza mm 0,3, e foro di mm 3,5.
Il pomello in legno viene ricavato al tornio e il suo diametro interno deve essere leggermente più grande, del perno per avere una maggiore scorrevolezza. Le sue misure sono: diametro mm 7,5 lunghezza mm 14,8 e foro interno mm 6,2.


Adattamento del perno con la bobina


Si prende il bottone automatico maschio (ricavato dal pezzo 11-tav.I), oppure si salda a stagno il bottone maschio (5-tav.I) sul pezzo (11-tav.I) eliminando con la lima il bordo del bottone portandolo a misura del pezzo (11-tav.I). lo si inserisce avvitandolo dalla parte opposta dove andrà inserita la vite (8-tav.I), si inserisce la bobina fino allo scatto del bottone.
Dalla parte opposta si inserisce il cacciavite avvitando o svitando il bottone maschio per regolare il gioco in battuta della bobina con la testata del perno. Fatta la regolazione si fissa con colla cianocrilica il bottone maschio con il perno della bobina.


fig.12


Centratura della bobina e fissaggio del perno con la cassa del mulinello

Si toglie la bobina dal perno, si appoggia il perno nella cassa del mulinello e con la vite (8-tav.I che è stata in precedenza ridotta di spessore) si fissa il perno nella cassa del mulinello. Si inserisce la bobina nel perno fino allo scatto e si fa la centratura della bobina con la cassa del mulinello. Fatta questa operazione si blocca incollandola con colla cianocrilica definitivamente la vite (8-tav.I).

Piede del mulinello


Si ricava da un pezzo di tubo di ottone, che viene modellato con lama di seghetto (23-tav.I) e usando varie lime (29-tav.I), fino a una lunghezza di mm 62 per mm 13 di larghezza. Al centro di esso viene fatto un foro con punta da mm 1,5 filettato con lo stesso passo della vite (18-tav.I) (misura del tondino diametro esterno mm20 diametro interno mm 17).


La sua durata nel tempo


Terminate tutte le lavorazioni e la rifinitura di levigazione e lisciatura esterna, si impregna il mulinello con un prodotto impermeabilizzante (io uso un liquido molto fluido che si adopera nell’edilizia come isolante nel calcestruzzo per edifici). Quando il prodotto è penetrato ed asciugato, uso della cera liquida per lucidarlo. Sul perno porta bobina, uso del grasso.
È importante prima della pesca spruzzare un prodotto idrorepellente (io uso quello per abiti); dopo la pesca, consiglio di togliere la coda dalla bobina e di asciugarla con scottex. Poi si può anche riavvolgere, ma è meglio staccare la bobina dalla cassa del mulinello per eliminare più velocemente l’umidità.
Con il tempo il mulinello cambia la tonalità ed acquista dei toni più scuri; ciò non compromette minimamente le sue qualità.
La guarnizione OR che funge anche da frizione, col tempo tenderà ad allentarsi: basterà sostituirla.




Componenti e attrezzi per la realizzazione del mulinello.




LEGGENDA DI TAV.I

È importante avere un piccolo tornio per metallo ed un trapano a colonna.
Le misure esterne del mulinello per coda 3: diametro mm 70 spessore mm 30-35 circa.

1) Due pezzi di legno, uno per la cassa, ed uno che può essere più piccolo per la bobina.
2) Scarto di legno che serve per realizzare il pomellino della bobina e tappi di rifinitura copri vite della cassa e copri foro del bottone automatico (4-tav.I) della bobina.
3) (Incidente di percorso) per evidenziare dove va posta la guarnizione in gomma nella parte interna della bobina, questo gommino serve da guarnizione per il grasso interno, per evitare all’acqua di penetrare e come frizione del mulinello.
4) Bottone automatico a pressione femmina che va posto nella apposita sede fatta con l’utensile 8 (32-tav 9).I nella parte esterna della bobina "dove sono i fori a raggera ed il pomello".
5) Bottone maschio (questo bottone serve come campione per essere copiato e ricostruito al tornio sul perno (11-tav.I). Questo bottone (maschio e femmina) ha la funzione di bloccare con un semplice scatto la bobina con la cassa del mulinello.
6) Guarnizione in gomma.
7) E’ il perno dove girerà la bobina. Questo spinotto in ottone ha una filettatura interna a metà lunghezza; bisogna filettare il perno interno in tutta la sua lunghezza "da parte a parte" il filetto interno è uguale allo spezzone di barra filettata (11-tav.I) che va portata a misura finita di mm 15. Dalla parte opposta del bottone maschio viene inciso un taglio in testa con il seghetto <23-tav.I). Questo spezzone filettato “ che prende una forma tipo brugola” va inserito nel perno 87-tav.I e serve a registrare il gioco della bobina in battuta al perno quando viene chiusa a scatto. A regolazione terminata, viene fissata con una goccia di colla cianoacrilica.
8) Questa vite serve a fissare il perno (7-tav.I) sulla cassa del mulinello.
9) Rondella in ottone che va incollata sopra la guarnizione (3-tav.I). Bisogna costruire una sua sede incidendo la bobina con una punta (tipo 28-tav.) con lo stesso diametro esterno della rondella oppure con l’utensile 31-tav.I.
10) Pezzo di tubo in ottone che viene modellato con seghetto (23-tav.I)e varie lime (29-tav.I) che diventerà il piede del mulinello (misu ghezza mm 62 per mm 13). Al centro di esso viene fatto un foro con punta da mm 1,5 e filettato con lo stesso passo della vite (18-tav.I). (misura del tondino: diametro esterno mm20, diametro interno mm 17).
11) Spezzone di barra filettata in ottone (che viene portata a mm 6 di lunghezza).
12) Spezzone di barra filettata maggiore per ricavare il perno del pomello e relativa rondella (16-tav.I).
13) Tondino in ottone per ricavare la bronzina interna della bobina. La bronzina deve stare fra il gommino (6-tav.I) ed il bottone (4-tav.I).
14) Spezzone di barra filettata per ricavare la rondella (9-tav.I).
15) Perno del pomello finito con all’interno con lo stesso filetto della vite (17-tav.I)
16) Rondella del pomello che va in battuta tra il perno e la bobina del mulinello.
17) Vite di fissaggio del pomello con il rocchetto. Il foro piccolo che si vede (3-tav.I) serve a facilitare il passaggio del cacciavite per fissare la vite con il pomello che si trova nella parte interna del rocchetto.
18) Vite che serve a fissare il piede del mulinello con la cassa.
19) Filo in ottone che serve a rinforzare la parte esterna della cassa del mulinello ( in prossimità del piede viene fatto un foro (al centro del solco) di mm 1,5 per inserire i due capi del filo in ottone dopo averlo ben teso viene fissato con una goccia di stagno.
20) e 21) Carta vetrata fine e finissima per levigare a fino le parti esterne del mulinello.
22) Ferro da maglia da mm 2,5 come rinforzo di guida lenza. (facoltativo)
23) Seghetto.
24) Punta per legno da 2,5 per forare la bobina per il pomello, la cassa del mulinello per il piede e per il rinforzo del guida lenza (22-tav.I)
25) e 26) Punte per legno per forare e formare la raggera di fori sulla bobina. Questi fori vanno fatti prima di formare il rocchetto (di svuotare la bobina sede della lenza).
27) Punta per legno da mm 18 per fare la sede del piede (non deve essere molto profonda) e viene fatta prima di svuotare la parte interna della cassa per avere più presa nella morsa. Questa lavorazione viene eseguita con un trapano a colonna sfiorando con la punta la superficie della circonferenza dalla parte opposta dei due guida lenza.
28) Punta da mm 15 per forare le luci sulla circonferenza della cassa del mulinello, anche questa operazione viene fatta con il cilindro in legno pieno. L’ampiezza delle luci si può scegliere a piacimento senza esagerare per non indebolire la cassa del mulinello.
29) Lima per vari ritocchi e per eliminare le sbavature delle parti in ottone e legno.
30) Compasso per disegnare sul legno grezzo la circonferenza e su carta millimetrata la raggera dei fori della bobina che successivamente verrà trasferita e incollata sulla bobina piena.
31) Utensile per formare la sede della rondella (9-tav.I) e la sede del bottone femmina (4-tav.I)
32) Utensile per svuotare la cassa del mulinello.
33) Utensile da taglio.
34) Utensile per tornire la parte esterna del mulinello e per formare il rocchetto della bobina.
35) Utensile per incidere la parte esterna del mulinello formando la sede per il filo in ottone come rinforzo.


Buon lavoro

Bardus Enzo
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