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Switch Cast (prima parte)

di Valerio Santagostino (BALBOA)

Qualora la distanza dal pesce aumenti notevolmente e l’esecuzione di un roll-cast sia impossibile da effettuare, c’è un lancio che vi permetterà di essere ugualmente in pesca: lo Switch cast. La principale differenza con il Roll-cast è che la coda e quindi la mosca devono sollevarsi dall’acqua per potersi ancorare in una precisa posizione a lato del pescatore e poter formare un’ampia “D” loop carica di energia. Pur essendo un lancio che non necessita di particolare spazio dietro le spalle, ha comunque bisogno di maggior spazio rispetto al Roll-cast (more casting room,come dicono gli Anglosassoni). E’ sicuramente un lancio di grande effetto, che suggerisco per pescare a ninfa, o eventualmente anche a secca. In questo ultimo caso però avrete il problema dell’asciugamento della mosca. Lo si usa principalmente quando alle nostre spalle non si ha molto spazio (rive infrascate, alberi , etc..) e si vuole lanciare la nostra imitazione a una buona distanza (anche 18-20 mt) e magari senza falsi lanci.
Come tutti i “water-cast” è consigliabile una canna più progressiva piuttosto di una molto rigida.
Solitamente si usano attrezzi dagli 9 piedi in su.
Naturalmente si possono usare un po’ tutte le code: DT, WF, WF long belly, etc…ma dopo tanti anni di pratica il connubio più felice forse si ha con code TT (triangle taper) e a seguire con le LB. Se poi riuscite a lanciare con tutto il belly fuori dal vettino, farete sicuramente dei lanci straordinari.
Come si esegue:
come ho scritto molte volte, personalmente non sono un talebano sulla postura di alcuni lanci.
Se mettete il piede destro avanti, la gamba fungerà da mirino e correte minor rischio di rotazione del busto nel lancio in avanti.
Se invece adotterete una posizione con il piede sinistro avanti, avrete sicuramente un buon percorso di caricamento, minor mal di schiena ma rischierete maggiormente una rotazione del corpo durante il FC.
Srotolate 8-9 metri di coda davanti a voi tenendola per il momento serrata tra le dita e l’impugnatura.
Partite con il vettino vicino all’acqua per sfruttare tutto il percorso di caricamento a vostra disposizione e tenendo il gomito basso richiamate la coda ( che deve sollevarsi ) stando paralleli all’acqua.
Con un movimento circolare del braccio, dal basso verso l’alto (in altre parole: portando il braccio sulla verticale), cercate di ancorare il finale alla vostra destra, in uno spazio compreso tra i 3 i 4 metri massimo.
Questa manovra permette la formazione di un’ampia “D” loop sotto il vettino. Più la “D” sarà ampia e carica di energia e più il lancio sarà efficace.
A questo punto eseguite un normale lancio in avanti con uno stop bello deciso e dato in breve spazio. Seguite con il vettino il loop, senza abbassare la canna, per ammortizzare il lancio.
Un finale adeguato ( dai 9 agli 11 piedi ) sarà più che sufficiente per esercitare un buon attrito sull’acqua durante l’ancoraggio.

SWITCH CAST



Anche con lo Switch cast aspettate di essere diventati abbastanza esperti prima di introdurre la trazione.
La mano sinistra durante l’esecuzione di questo lancio segue la mano destra nel suo percorso, mantenendo la tensione e trazionando prima dello stop.

TRAZIONE SWITCH CAST




(Fine prima parte)

Valerio Santagostino

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