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La pesca a ninfa alla polacca

 
La pesca a ninfa "alla polacca" è una tecnica molto impegnativa sia per lo stress fisico a cui vengono sottoposti il braccio e la spalla sia per l'estrema concentrazione ed attenzione che va messa durante l'azione di pesca.
Durante la passatta il braccio deve essere tenuto alto ed ortogonale ripetto al busto, in pratica la canna deve essere mantunta parallela all'acqua per tutta la passata, per quanto oggigiorno le canne siamo sempre più leggere alla fine della pescata i vostri muscoli saranno stati messi a dura prova.
Dopo aver lanciato bisogna entrare in contatto immediatamente con il finale senza però imprimere nessuna trazione all'artificiale.
Solo a fine passata si alza la canna facendo sollevare le nostre imitazioni dal fondo dando alcuni colpetti con il cimino, così facendo si va ad imitare la naturale risalita delle ninfe verso la supericie.
Altra soluzione che si può utilizzare, sempre a fine passata, è quella di abbassare la canna tenendola parallela all'acqua mettendo il nostro trenino di artificiali in "trattenuta" recuperandoli lentamente con dei colpi di vettino.
A volte, in questa fase, è opportuno ripetere la trattenuta fecendo affondare le ninfe per poi richimarle verso la superficie.

Questa tecnica è ottima sia per la pesca alla trota che al temolo. Può essere utilizata in quasi tutte le condizioni d'acqua e cioè in presenza di forti correnti, buche profonde o anche in raschi con poco fondale, l'importante è molto velocemente su fondo. Vi sono inoltre due possibilita per posizionare la ninfa più pesante sul trenino costituito da 2 o 3 artificiali

  • la ninfa più pesante montata in punta
  • la ninfa più pesante montata sul secondo bracciaolo



Nel secondo caso, normalmente in punta si monta un artificiale di piccole dimensioni non piombato che raggiungerà ugualmente il fondo grazie alla ninfa posta sul bracciolo ma avrà il vantaggio di "nuotare" il più naturalmente possibile grazie alla sua leggerezza. Ho notato, insegnando questa tecnica a molti amici, che la parte più difficile è trovare l'immediato contatto con il terminale sanza andare a interferire con trazioni sullo stesso, capira la qunatità di coda che deve uscire dal cimino (non più di 1/1,5 mt) e come seguire, con la tensione corretta coda/terminale, la passata ma capita sovente di pescare solo con il treminale che varia dai 3 ai 4 metri di lunghezza. L'unico modo per imparare bene questa tecnica è non scoraggiarsi e non farsi prendere dallo sconforto ai primi dolori e ai primi crampi alla spalla cercano si assimilare a piccole dosi.
In bocca al pesce e buon antidolorifico a tutti !!!!!!!!

Edy Wan

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