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PT - MADEIRA



MADEIRA

Word and Photo's Valerio BALBOA Santagostino
Tempo di lettura: 15 minuti



  Agosto 2017

Sono convinto che l'unico motivo sulla scelta di Madeira da parte di mia moglie per le vacanze di quest'estate sia stato il bisogno, quasi genetico, degli olandesi “di montagne”.
Infatti la caratteristica principale di quest'isoletta sperduta nell'Atlantico è la quasi totale mancanza di strade piatte e diritte. E' tutto un sali scendi, teleferiche e ovovie, piacevole si...ma è ragionevole pensare che i meccanici maderensi siano piuttosto facoltosi a furia di cambiare freni alle automobili!

Per non farmi cogliere impreparato sulla misteriosa destinazione ho cercato di indagare tra amici e conoscenti, ma i risultati sono rimasti quasi nulli. Solo commenti di qualche fortunato crocerista di passaggio.
Avrei potuto consultare Cristoforo Colombo, l'illustre compatriota che nel 1479 sposò la graziosa Filipa, figlia del governatore di Porto Santo, ma...non ce l'ho fatta.

Incuriositi, partiamo per questa meta ignota.
L'isola di Madeira ( non Madera, mi raccomando ! ) fa parte, con le Azzorre, le Canarie e Capo Verde, della Macaronesia, una serie di arcipelaghi situati al largo delle coste africane in pieno Atlantico.
Batte bandiera portoghese e fu scoperta da Goncalves Zarco e Tristao Vaz, anche se personalmente preferisco la leggenda, (ma non tanto leggenda), dei due focosi amanti inglesi, tal Robert Machin e Anne D'Arfet, che, per la grande differenza di classe sociale che ne impediva il matrimonio in terra d'Albione, decisero di fuggire e approdarono proprio sulle sue coste. La furente passione però, non bastò a salvarli dall'ammutinamento dell'equipaggio, che li abbandonò sull'isola.

Vista l'abbondanza di legna, potrebbero aver coniato il detto “un cuore e una capanna”, ma sicuramente il legno è stata la prima grande risorsa commerciale dell'isola e al contempo causa di furibondi incendi. L'ultimo, devastante, avvenuto in epoca moderna, ha indotto le autorità del luogo a infliggere una pena certa di ben 25 anni di galera ai piromani!

La foresta maderense, detta Laurisilva, (e patrimonio Unesco dell'umanità dal 1986), antico ricordo pliocenico, è un bosco sempreverde composto in prevalenza da allori, acagiù, pini bianchi, felci, carpini e lauri delle Canarie. Questa selva primordiale cresce tra i 300 e i 1500 metri d'altitudine e svolge un ruolo fondamentale nella protezione dei terreni favorendo l'assorbimento dell'acqua piovana e impedendone l'erosione.
 
In 57 kilometri di isola vi è una varietà impressionante di microclimi. La costa Nord, più ruvida e verde, “produce” acqua per il resto dell'isola, che resta più calda, asciutta e instancabilmente modellata dall'uomo per facilitare le coltivazioni.
 
L'acqua è sempre stata un grosso problema per Madeira. Attraverso i secoli gli ingegnosi abitanti hanno scavato 3.000 kilometri di piccoli canaletti (detti lavados) che portano il prezioso liquido da Nord a Sud. Curioso notare che i lavados sono imballati di trotelle, soprannominate le trote della rodovia , (ndr: ”dell'autostrada” ), per quella loro caratteristica di percorrere avanti e indietro incessantemente le vie d'acqua.
 
Dopo l'illustre connazionale, Madeira ha visto altri famosi personaggi, spesso attratti dal suo clima salubre, quali Darwin, Cook, Napoleone, Amundsen, numerosi monarchi e relative consorti, tra le quali svetta per fascino la bella principessa Sissi. E ancora Churchill ed Hemingway. Sembra che pure i Beatles fossero stati sedotti dal clima e dalla serenità del luogo: vi comprarono infatti un bel veliero, poi trasformato in ristorante galleggiante e infine naufragato miseramente durante la terribile alluvione del 2012.

Madeira ha una storia assai intensa e allo stesso tempo tormentata. Nel 1456 vi importarono la canna da zucchero dalla Sicilia, che rivoluzionò l'economia locale. Purtroppo, per incrementarne le piantagioni, rimossero stupidamente i campi di grano, provocando problemi secolari di fame.

Nel 1566 dei pirati francesi misero a ferro e fuoco Funchal, la capitale dell'isola, uccidendo più di 300 persone, dando un duro colpo alla supremazia sui mari degli Spagnoli e dei Portoghesi. Seguirono altre sanguinose scorribande da parte di Olandesi e Inglesi, anche loro invidiosi del successo ispanico.

Nel 1803 una grande inondazione distrusse Funchal, costringendo gli abitanti dell'isola a erigere alte barriere sugli argini dei corsi d'acqua. Nel 2002 la furia della natura si abbatté di nuovo su Madeira….i danni furono ingenti, ma le protezioni evitarono un prezzo più alto in termini di vite umane.

Il prodotto che gode di risonanza mondiale è sicuramente il vino Madeira. Liquoroso, profumato, generoso, raggiunse il suo apogeo nel 18° secolo. Come spesso è accaduto in passato, anche per il Madeira un gesuita, intraprendente e gran bevitore, cominciò a commercializzarlo, consentendo a quest'ordine monastico, (che sull'isola possedeva ampi possedimenti), di affermare la propria potenza economica.

Re e regine, ministri, generali e presidenti ne fecero largo uso.
Franklin, Jefferson e Washington ne furono forti bevitori. La corte russa lo apprezzava molto e sembra che Rasputin sia stato avvelenato proprio con un bicchiere di Madeira. Curiosamente i responsabili di quel suo aroma inconfondibile erano il salmastro, il caldo e le shakerate alle botti dovute al beccheggio delle navi durante le traversate. Ma come tutte le favole anche il Madeira perse la sua attrazione. La fillossera , agli inizi dell'800, distrusse il 90% delle vigne e la concorrenza dello Sherry e del Porto fecero il resto.

Ai giorni nostri il turismo la fa da padrone, e ha trasformato la capitale Funchal in una sosta obbligata per le grandi navi da crociera sulle rotte atlantiche, dotandola di lussuosi negozi per i capricciosi e danarosi turisti.

Nel 1976 Madeira ottenne dal Portogallo un parlamento locale indipendente e nel 2000 l'allungamento definitivo dell'aeroporto diede un'ulteriore spinta all'industria del turismo.

Non possiamo dimenticare che in un passato, neanche troppo lontano, una risorsa economica dell'isola è stata la pesca alle balene. La prima fu catturata nel 1941 e l'ultima, finalmente e fortunatamente, nel 1991. Nonostante la consideri una caccia crudele e desueta, apprezzo i mezzi che i marinai utilizzavano nell'assalto ai capodogli. Piccole e slanciate lance, tanta forza di braccia, una notevole dose di coraggio, mista a incoscienza , e tantissima fortuna.
 
In epoca moderna, Madeira ha dato i natali al fuoriclasse del pallone Ronaldo, nome che ha valorizzato l'attrattiva turistica dell'isola.

Alberghi, negozi, monumenti sono di proprietà del grande campione e della sua famiglia o gli sono dedicati. La vox populi però dice che CR7 si è sempre ricordato delle sue umili origini, elargendo grosse somme in beneficenza e facendo opere di bene per suoi concittadini.

Un'altra straordinaria, ma soprattutto “luminosa”, attrattiva dell'isola sono i fuochi d'artificio nella notte di S.Silvestro. Ricordatevi che l'intera baia illuminata a giorno è, a pari merito con Sidney, il miglior spettacolo pirotecnico al mondo e richiama ogni anno migliaia di turisti!

Ma veniamo finalmente alla pesca. Come ho scritto sopra, Madeira è ricca d'acqua: le sue vallate, profondamente incise, ospitano torrenti, ruscelli o semplici rigagnoli.
 
Le prime semine sono avvenute 50 anni fa, e sono state immesse più che altro trote iridee.
 
In un paio di fiumi hanno introdotto trote fario, ma quest'ultime non hanno ottenuto uno sviluppo soddisfacente.

I mesi migliori per pescare sono Gennaio e Febbraio, periodo dove, grazie alle abbondanti precipitazioni, i torrenti si gonfiano di acqua e le trote sono in movimento. La taglia non è irresistibile, ma la mancanza di “peso” viene sostituita degnamente da livree coloratissime, dalla rusticità dei pesci, dalla bellezza del paesaggio e …. dal numero che, per ragazzini all'inizio della carriera lascia sempre un ottimo ricordo.

Mi sono appoggiato come servizio guide al bravo Paulo Teixeira, un ingegnere informatico con la passione della mosca (www.madeiratroutfishing.com).

La scelta è ricaduta sul rio Seixal, nella parte Nord dell'isola….la zona più selvaggia.

Una ferita verde appena percepibile indicava il corso del torrente, entro i cui meandri si sarebbero volentieri persi i patiti del “wild fly fishing”.
 
Solamente dentro abbiamo capito l'intensità del bosco. Davvero superbo!

Il Seixal non è difficile da risalire e le sue trotelle, se non disturbate, sono facili da insidiare.
 
La giornata, affrontata tutta a secca, è stata davvero proficua e ancor più contenta è stata la nostra guida, per avere avuto due clienti praticamente autonomi.

Cattura 1

Little Balboa

Play Video   Portogallo    0'.47"


Ho provato anche a ninfa, eccessivamente invasiva come tecnica in un ambiente del genere, infatti dopo tre lanci e due coppiole ho preferito proseguire a secca.

 

 

 

Cattura 2

Little Balboa

Play Video   Portogallo    0'.20"

 


Paulo, Little Balboa e Balboa Sr.


Ho prenotato anche un'uscita in barca, ma purtroppo la giornata non è stata una delle più felici. Per ore abbiamo tentato di indurre all'abboccata il Wahoo…inutilmente e nonostante gli sforzi del bravo Ricardo Gavina (www.madeirasightcasting.com/)


53 metri di fondo sembrano davvero troppi anche per la coda più affondante!


Poi abbiamo cercato mangianze al largo…e anche questo tentativo è risultato infruttuoso. Ci siamo spostati in seguito verso riva, per stuzzicare qualche piccolo barracuda… ma anche loro si sono fatti desiderare. Solamente una cassetta abbandonata in pieno mare, che ovviamente celava la solita lampughetta, mi ha evitato il cappotto.


Ricardo (secondo da sin) , Josè (secondo da dx) e il suo cameraman di Bluetail films, e il sottoscritto


Concludo questo breve articolo mostrandovi qualche escursione interessante.

Parlare di Madeira significa parlare anche delle sue montagne. Il Pico Ruivo, quasi 2000 mt d'altezza, è meta d'allenamento di coriacei skyrunners che provengono da tutto il mondo.

Le nuvole, che si fermano a metà quota, ovattano l'intera isola, creando un fenomeno atmosferico piuttosto insolito.

Il mercado dos lavradores, a Funchal, offre scene piene di vita, colori, profumi.

Camacha, una delle cittadine più pittoresche dell'isola e la sua arte secolare del vimini.


La scogliera a strapiombo di Cabo Girao

580 metri di precipizio: per altezza, il secondo terrazzo sospeso al mondo!


Porto Moniz e le sue piscine naturali, cavità vulcaniche riempite di continuo da onde e maree.

A Cabo Sao Lourenco le scogliere cadono a strapiombo nelle acque dell'Atlantico, creando un insieme di calette e minuscole spiagge.

Un suggerimento: se volete acqua calda e spiagge di sabbia, cioè il classico mare per noi latini….non scegliete come destinazione Madeira!

La temperatura si aggira sui 19° e gli arenili sono composti da grossi ciottoli basaltici...e le scarpettine da mare sono vivamente consigliate...

Valerio Santagostino (BALBOA)




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