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AUS - Aktiv Hotel Gargantini (seconda parte)

  Maggio 2016



Word and photo Beppe Saglia (Beppe S.) 

con la collaborazione del WM, di Mala, di Pablo e della Faina


Tempo di lettura: 20 minuti

Per chi non vuol perdere il filo del discorso ecco il link alla prima parte.


La visita autunnale di Pipam all’ Aktiv Hotel si era conclusa con la piacevolissima scoperta della famiglia Gargantini, ovvero una poderosa fuoriserie a trazione integrale (le quattro ruote motrici sono Adriano, Alberto, Francesco e la sig. Erica) lanciata atutta velocità per soddisfare le esigenze dei pescatori di mezza Europa, facendo al contempo impresa e tutela ambientale.

Avevamo pescato la Sorgiva (Ferlach) e la Moll, e ci era rimasto da vedere i grandi fiumi, Drava e Gail, a quel momento in piena.

Per cui calendario alla mano abbiamo fissato il periodo ritenuto migliore, ovvero il penultimo weekend di aprile.

Sino a pochi giorni prima la scelta sembrava ottimale, dalle notizie e dalle foto delle catture che pervenivano. Purtroppo è arrivata la nota ondata di aria fredda, con un calo delle temperature di oltre 10°, e subito dopo la mail di Adriano che ci sconsigliava di partire in quanto l’attività dei pesci si era di colpo bloccata.

Che fare? Consulto redazionale di tre minuti e responso unanime: IGNITION. Si va!


La squadra è leggermente modificata, sentiamo subito dai nuovi stimoli e aspettative!

D) Allora Mala, raccontaci… 

R) La proposta di Andrea mi giunse in un periodo in cui nulla (o quasi) mi avrebbe fatto più piacere. Avevo proprio bisogno di una distrazione e il mio WM mi stava offrendo l’occasione su un piatto d’argento.

“Mala, che ne dici se andassimo a farci un giro da Gargantini? Pablo, Beppe e Faina hanno già dato il loro ok. Tu che mi rispondi?”

Come potrete immaginare, non ci misi molto a decidere: “Ok Andrea, vengo anch’io!”

Tre giorni di pesca da trascorrere in alcuni tra i più belli e pescosi fiumi austriaci?!?! E chi se la lascia scappare un’occasione del genere!!!!

Ero già stato ospite qualche anno fa della cordialissima famiglia Gargantini. In quell’occasione ebbi modo di pescare su 2 delle 4 riserve da loro gestite: la risorgiva e un bellissimo tratto della Gail a Villach.

Questa era, dunque, l’occasione per provare le altre due: Drava e Möll.Evvai!


D) E tu Pablo, che addirittura per portarti in pari con noi sei partito prima e sei andato a farti la risorgiva con la Faina ed Alberto, che ci dici di questo chalk stream?

R) Appena giunto sulle rive mi è sembrato di fare un tuffo nel passato, in una di quelle risorgive della pianura Padana tutte infrascate, dove da piccolo ero solito andare a pescare vaironi, sanguinerole e cobiti; qui invece c’è ben altro pesce J !!

In questo chalk stream, il cui tratto in gestione alla famiglia Gargantini è lungo 9 km (da St. Johann fino alla confluenza con la Drava aFerlach), sono presenti trote fario, trote iridee e lacustri, salmerini, oltre a temoli e qualche huco in risalita dalla Drava!

Nel tratto solo mosca artificiale (esiste anche un tratto riservato allo spinning) è consentito l’utilizzo di un massimo di 2 mosche senza ardiglione e vige l’obbligo di rilascio del pescato, essendo tutto il tratto una riserva NO-KILL!!


Con Alberto Gargantini, grande conoscitore di questi luoghi, ottimo pescatore e fantastico padrone di casa, iniziamo ad esplorare il corso d’acqua nascondendoci dietro alla vegetazione riparia. Notiamo subito qualche bel pesce in attività, io con la mia fida Pozzolini TC4 per coda 5/6 armata con un finale da streamer, mentre Alberto con canna da secca armata con una grossa mosca di maggio.

Il primo spot è mio: una correntina che si restringe tra due alberi sommersi per allargarsi in una piccola piana. Scendo a livello dell’acqua tra la vegetazione senza farmi ne sentire ne vedere ed al secondo lancio ferro un bel salmerino! Il piccolo streamer con corpo di ciniglia rosa e coda in strip di coniglio bianco con occhietti argentati ha fatto il suo dovere … infatti poco dopo ne catturo altri di più piccole dimensioni, muovendo anche altri pesci…

Nel frattempo Alberto Gargantini chiama la Faina dicendogli di aver visto un bel pesce...La Faina lo raggiunge. Albertosi piazza dietro ad un albero in favore di lancio con la sua canna da secca. Al primo passaggio una bellissima trota fario ghermisce di prepotenza la mosca di maggio di Alberto e, dopo una breve ma intensa lotta, finisce nel guadino per poi essere da me immortalata!!!

Alberto concede subito il bis poi però ci lascia perché deve ricevere nuovi ospiti in arrivo.

Con la Faina che si è stufata di smanettare con il suo piccolo drone (che noi abbiamo amichevolmente battezzato “Pelan” J - n.d.r. da pelanDRONE) continuiamo ad esplorare la sorgiva alternandoci in pesca. Io sempre a streamer, la Faina a secca… Riusciamo ad effettuare altre belle catture finché verso sera l’attività dei pinnuti si placa. Dunque non resta che andare anche a noi ad infrascarci nella nostra tana, dove Francesco con un sorrisone stampato sul viso e diversi Spritz sul vassoio, ci invita ad un brindisi “redazionale” in attesa della meritata e lauta cena che ci rifocillerà a dovere!!!


A proposito di cene ... La sig.ra Erica, moglie di Adriano, ci sa fare!

Prendendo il meglio della trazione italiana e coniugandola con i migliori piatti locali, la cena completa in modo degno la giornata di pesca.

E non c’è niente di scontato o di banale in tutto ciò. Dopo aver girato mezzo mondo a cercare pesci e piaceri, posso con certezza asserire che non c’è nulla di più triste del concludere una bella pescata con una cena infelice.

Ma torniamo a noi, ovvero al sottoscritto ed al WM che dopo esserci sciroppati i soliti 750 km, sempre con un occhio al termometro (prossimo allo zero) e alle Alpi (innevate a bassa quota), siamo accolti con calore da Adriano.

I saluti e gli abbraccisinceri e sentiti e mai convenevoli, come è giusto che sia con i migliori amici, lasciano subito lo spazio alla programmazione della pesca.

Il tempo di scaricare i bagagli e ci fiondiamo a pomeriggio inoltrato nella Moll dove il Pelan-Drone della Faina imperversa da ore. E ci dice che i tempi son cambiati. Come un grande fratello c’è chi ti osserva, ti ronza intorno. Occhio a non fare un tailing loop o a non agganciare un ramo, perché lui registra tutto e non sai mai come certe clip potrebbero essere usate in futuro! :)


Ma oggi sia io che io Wm siamo in forma e non ci facciamo intimorire.

Lui prevalentemente a ninfa io esclusivamente a secca. Per la verità avevo gli streamer che friggevano perché volevano regolare il conto lasciato in sospeso la volta scorsa con la Moll. Ma come si fa a montare uno streamer quando sceso sul fiume al secondo lancio si incanna subito un bel temolo?E si continua con altri temoli ed altre iridee sino a sera tra qualche rada bollata e qualche posa precisa a sfiorare le sponde.

D) Mala, la Moll ti mancava, ora ce l’hai avuta, che idea ti sei fatto?

R) Il tratto di fiume in cui ho avuto il piacere di pescare può essere considerato a tutti gli effetti una tail water, in quanto ubicato a valle di una grossa diga che devia gran parte dell’acqua nella vicina Drava.

La riserva in gestione alla Famiglia Gargantini è lunga circa 4 km a risalire da poche decina di metri dal punto d’immissione della Möll nella Drava.

Trattandosi, come dicevo, di una tail water, l’acqua è sempre pulita ed i livelli sono stabili. Solo nel caso di eventi piovosi particolarmente intensi detti livelli possono variare, ma in genere il fenomeno dura solamente qualche ora.

Il letto ciottoloso del fiume è piuttosto ampio, ed alterna lunghi raschi ed ampie lame e buche generalmente poco profonde, caratteristiche che, a mio parere, ben si prestano soprattutto a chi si trova ad armeggiare per le prime volte con l’attrezzatura da mosca.


D) Parliamo dei pesci. A mio avviso sono bellissimi, nella livrea, nella compresenza di tutte le classi di età, e nella salute e nella forza che sprigionano. Concordi?

R) Concordo! Amici di Pipam, pescando nella Möll avrete il piacere di insidiare bellissime e (decisamente) combattive trote iridee, fario e anche temoli la cui taglia media si attesa sui 30 – 35 cm con punte che possono comunque non di rado avvicinarsi e superare la fatidica soglia dei 50 cm.


D) Sistemi di pesca e attrezzature?

Il sistema di pesca più produttivo è sicuramente quello della ninfa, anche se personalmente ritengo che la tecnica regina in questo fiume sia la secca.

La presenza di molti insetti e di schiuse copiose, unitamente ad una profondità dell’acqua mai eccessiva  elevano molto le probabilità di cattura anche in caccia, soprattutto pescando immediatamente a ridosso della fitta vegetazione riparia.

La canna che consiglio di utilizzare in Möll è una 9 piedi coda 3 (max 4), ovvero un attrezzo che permetta di alternare la pesca a ninfa con la secca e, perché no, divertirsi anche utilizzando micro streamer (possibilmente bianchi), facili da lanciare e letteralmente micidiali nei confronti delle iridee.

Discorso a parte per i “moscasecchisti” incalliti, che con le loro “setteeseicodatre” avranno davvero modo di sbizzarrirsi. A questi ultimi rivolgo l’invito ad entrare in acqua solamente per lo stretto indispensabile, essendo possibile catturare pesce praticamente ovunque. Anche sotto i vostri piedi!

Per quanto riguarda le imitazioni più produttive, non essendo un esperto della zona, mi limiterò a dirvi che la mosca (secca) con cui ho avuto più successo è stata l’Attila Killer nella misura del 16 montata su un finale di 5 metri con tip del 12.


Il momento del briefing mattutino. Dopo la colazione ci si trova nella hall dell’albergo ed Adriano disloca gli ospiti nel rispetto della sua filosofia gestionale che mi fa sempre piacere ricordare, perché può essere di spunto per quei gestori che non mirano unicamente al profitto ma cercano anche la qualità e la sostenibilità della pesca.

Per prima cosa, NO PERMESSI ANNUALI!!!!; non si può gestire un fiume se non sai quanti persone ci stanno pescando in quel giorno; il permesso annuale viene acquistato da persone che sono vicine al luogo di pesca o lo frequentano spesso.  Esempio un fiume che vende 30 permessi annuali e limita i permessi giornalieri a 5, è una stronzata, perché può capitare che durante una giornata si trovino nello stesso tratto 35 PESCATORI, a questo punto la gestione a numero chiuso non esiste!  

Noi offriamo di poter pescare nelle nostre riserve con NUMERO CHIUSO, calcolando uno spazio teorico a disposizione del pescatore di 500 metri. Ad esempio nella Moll 3chilometri pescabili => 6 pescatori al giorno liberi di muoversi sul fiume come vogliono loro.

Altra possibilitàche offriamo è quella che un gruppo di pescatori (max 6 persone) possano affittarsi il fiume per il periodo che vogliono, pescandoci solo loro!

Inoltre ogni riserva ha una pausa settimanale di 2 o 3 giorni,in modo che il fiume abbia tempo di "riordinarsi".

Nessuna semina di materiale adulto, ma lasciare che il pesce si riproduca da solo, come accade regolarmente in natura.

È inteso che le nostre riserve sono tutte NO-KILL. 

La gestione delle acque non è facile, specialmente negli ultimi anni, dove ai soliti problemi se ne sono aggiunti altri: Lontre – Cormorani – Aironi – Depuratori-Centraline elettriche mal gestite e scarsa sensibilità di alcuni pescatori verso i letti di frega.

La nostra gestione è mirata a durare nel tempo, non ci interessa offrire ai pescatori dei pesci di "PLASTICA".

Il nostro slogan è " A PESCA in ACQUE VERE, DOVE TROVI I PESCI VERI".

Dove le altre riserve finiscono, le nostre incominciano!


Il sabato è il giorno della Drava. Adriano ed Alberto, che la sanno lunga, continuano a consigliarci altre mete, ma noi vogliamo la raffinata e schiva signora delle acque e i suoi mitici temoli. Forse per venirci incontro, forse per farci pescare indisturbati, ci portano su un tratto nuovo, non ancora di loro proprietà ma a cui possono accedere in forza di un accordo, ovvero un bellissimo tratto della Drava a valle della confluenza della Moll.

Alberto ci dà le dritte con precisione e competenza, lasciando poi ad ognuno l’interpretazione applicativa dei suoi consigli.


La Faina, ovvero il regista del filmato, è costantemente impegnato a seguire ora l’uno ora l’altro dei suoi improvvisati attori. Ma trova anche il tempo di provarci lui stesso. Un concentrato di entusiasmo, simpatia e professionalità.

La giornata si conferma dura come nelle previsioni.

D) Pablo hai voglia di raccontarcela? Ma prima dacci due informazioni generali visto che hai preso appunti!

Il tratto di Drava in questione è lungo 6 km e va dal ponte di Greifenburg fino al ponte di legno di Radlach (in sponda dx) e dal ponte di Steinfeld a valle fino al cartello di confine (in entrambe le sponde). La pesca è aperta dal 1 Aprile sino al 31 Gennaio in quanto è presente l’Huco (che sarà motivo di una capatina il prossimo inverno); Essendo zona salmonidi si può pescare esclusivamente con esche artificiali, utilizzando fino a 3 mosche (o ninfe) con ami senza ardiglione ed obbligo di rilascio del pescato essendo tratto NO-KILL.  Sono presenti temoli (anche molto grossi), trote Iridee, qualche trota Fario e l’Huco che ora è in piena riproduzione.

La settimana scorsa Alberto ci dice di aver catturato alcuni temoli prossimi ai 50 cm… ma ci dice anche che le condizioni di oggi purtroppo non sono ottimali. L’ultima settimana di freddo ha riportato il fiume ai livelli minimi (ottimali) ma con acqua ancora gelida, che pregiudicherà non poco la pesca.

Ci dividiamo in due gruppi: Beppe ed Andrea più a valle, mentre la Faina, il Mala ed io in un tratto più a monte, in prossimità della confluenza della Moll. 

D) Che tecnica avete usato?

R) Io ed il Mala decidiamo di battere pesantemente il tratto a streamer mentre Alberto, la Faina, carico come un mulo di attrezzatura fotografica, opta per la ninfa a filo, non prima di aver effettuato qualche ripresa sul fiume, che in questo tratto è meraviglioso.
Io inizio proprio dove c’è la confluenza della Moll. Il Mala scende il greto del fiume lasciandomi un buon tratto.

L’acqua è gelida e con la mia coda affondante da 300 grain e streamer da trote, cerco di sondare le correnti del fiume nei tratti più propizi ma senza successo. Ad un tratto si verifica una bella schiusa di grosse effimere, forse anche qualche epeorus…
Per un attimo mi pento di non aver portato anche la canna da ninfa/secca, quando scorgo un grosso pesce che sale a bollare un’effimera…. Purtroppo sarà l’unica bollata vista in tutta la giornata….

Beh io nemmeno quell’unica bollata son riuscito a vedere.

Ma ho poco da recriminare perché l’impegno ce l’ho messo tutto. Scendo sul fiume con due canne (mai successo…). Sono passate le 10.00 da poco; prima della ipotetica schiusa mi aspettano tre ore di ricerca. Seduto sull’ampio ghiareto preparo la 11 piedi caricata a filo, monto le ninfe e guardo la stupenda piana di fronte a me. Lunga duecento metri almeno, larga una trentina. La corrente è sostenuta. Dopo pochi metri l’acqua arriva alla vita e mantenere la posizione è impegnativo. Pesco ad una profondità di poco inferiore ai due metri e le passate si susseguono veloci. Cerco e sento il contatto continuo con l’artificiale. Il fondale di sassi è ricco di ninfe di tricottero e di ninfe piatte. Mi aspetto l’abboccata quasi ad ogni lancio. Ma il bicolor si stoppa solo poche volte e mai per merito di un pesce. Mi fermo cinque minuti ogni mezz’ora per recuperare il freddo intenso che mi paralizza le gambe e ne approfitto per cambiare le ninfe.

Tre ore intense, poi alla vista dei primi insetti cambio canna e passo alla secca. Le poche effimere, in varie taglie non vengono minimamente degnate di attenzione. Nessuna bollata. E nemmeno in caccia pescando l’acqua ottengo un qualche risultato.

Faccio un ulteriore cambio di canna e provo almeno a cercare qualche bella trota. Mi porto a monte di mezzo chilometro e pettino letteralmente la Drava con una shooting taper bella pesa e degli streamer generosi. Nemmeno una botta. Bilancio della giornata: in tre abbiamo cappottato, il WM ha preso un salmerino di una spanna (n.d.r. era sui 30 cm  *8)  ) e il Mala due fariotte a streamer. Cappotto condiviso da un gruppo di altri pescatori destinati ad un diverso tratto della Drava…

L’unico a salvare la giornata è stato il più profondo conoscitore di questo fiume, ovvero Alberto Gargantini, che con un guado ad altro rischio è riuscito a raggiungere un occhio profondo sotto i blocchi della riva opposta e ad allamare due pesci.

In realtà la giornata l’abbiamo salvata a sera, alla confluenza con la Moll dove qualche bollatina ci ha regalatolo scappotto e qualche bella soddisfazione, vero Andrea?

D) Raccontaci un po’ questa tua cattura…

Eravamo arrivati quasi alla fine della giornata di pesca, non un'ottima giornata in quanto vento ed acqua gelata avevano rallentato la vita nel fiume. Non potevamo smettere così.

Speranzosi che qualche effimera decidesse di schiudere, al coup de soir, ci siamo spostai nella pianetta a monte della confluenza.

Scrutavo la superficie; a valle ho cominciato a scorgere alcune bollatine ripetute mentre, di fronte a me, si era aperto solo un piccolo cerchio sulla superficie e poi nulla più.
Tu ti sei fiondato sulle bollatine, io invece, indeciso,ho aspettato, sperando di cogliere qualche altro segno nella zona a me antistante.

I minuti passavano e nulla si muoveva, ma sapevo che lei era lì.

Sono sceso in acqua dalla riva e mi sono avvicinato cercando di disturbare il meno possibile. Ho montato un'effimera sul quattordici scelta dalla scatola forse un po' a caso ma qualcosa mi diceva che era l'imitazione giusta.


La luce era leggermente calata così come il vento; non avevo più il punto di riferimenti precisi di dove avevo intuito quella bollatina, ma sentivo che era li.


Due falsi lanci solo per allungare la coda quanto bastava, poi ho lasciato cadere in acqua la mosca.


L'artificiale si è posato leggero a monte di una buchetta tra i due massi sommersi, quindi ha cominciato a scendere lentamente trasportato dalla corrente; non so come e perché, ma avevo la consapevolezza che tutto fosse stato fatto nella maniera migliore, e così l'improvvisa bollata non mi ha colto impreparato.

Ho ferrato e e contrariamente a quello che mi sarei aspettato non era una trotella ma un bel pesce. :)

"Azz... ho montato lo zero tredici come tip, forse è un po' troppo sottile...”, ma non c'era tempo di pensare, la trota aveva cominciato la sua battaglia per cercare di slamarsi e riconquistare la libertà.


Il combattimento non è stato lunghissimo, l'acqua non era alta e la corrente era debole, un salto, un paio di fughe ed alla fine sono riuscito a guadinarla.


Era una splendida iridea sopra i quaranta centimetri.


Il tempo di slamarla e l’ho rilasciata nelle fantastiche acque in cui era nata e cresciuta con l'augurio che, forse in futuro, ci saremmo incontrati nuovamente.


Tutte le sensazioni regalatomi da questa cattura mi avevano abbondantemente ripagato della giornata, non avevo bisogno d'altro.


Tornato sulla riva ti dissi di continuare tranquillamente che per me la giornata era chiusa.
Ho smontato la canna eson tornato alla macchina soddisfatto.



La domenica mattina il sole splende, la temperatura è salita di qualche grado e la Gail a Villach ci attende. Un fiume importante, quasi paragonabile alla Drava per dimensioni e portata e che ora è ai livelli minimi.

Molto vario, nei due km circa che ho potuto vedere c’è veramente ogni situazione. Correnti impetuose e grossi buche, raschi lunghi a lambire prismate in pietra, lunghe piane di buona profondità e zone con acqua più bassa e corrente veloce, facilmente guadabili con i livelli attuali.


Il tempo di preparare la canna (oggi si va con la Pozzolini TRT 7,6 # 3 montata con il PeuxLigth di Francis, un connubio perfetto), scendere sul fiume, vedere con gran stupore che già a metà mattinata ci sono insetti e qualche bollata, ed è subito divertimento!

Con il WM peschiamo un raschio poco profondo e le catture di temoli ed iridee si susseguono, sia su bollata sia in caccia nei momenti in cui l’attività rallenta. Il fiume è ricchissimo di pesce. La pesca è facile, la taglia media non è eclatante, ma dopo l’avarizia della Drava, una giornata di sole e di canne piegate è ciò che ci voleva.


Verso mezzogiorno, l’attività a galla stranamente scema. Si continua a catturare in caccia, ma son curioso di vedere cosa si nasconde tra quelle acque, e passo quindi con la stessa attrezzatura a pescare a streamer. Pescando con la coda galleggiante uso un artificiale con in testa una generosa cone head in tungsteno, che lanciata oltre il filo di corrente affonda rapidamente e reagisce bene con impulsi e risalite ai comandi impressi dalla canna e dalla mano che recupera.

Due o tre passate e arriva la prima botta; un agguerritissimo salmerino si fa ammirare nella sua bella livrea.


Subito dopo è la volta di una discreta fario, a conferma che in questo fiume la popolazione ittica è davvero presente in tutte le principali specie.

Sto martellando a scendere una zona di acqua lenta e profonda circa un metro e venti. Sembra un fondale uniforme e costante ma se si affina lo sguardo e si studiano le microcorrenti si intuisce la presenza di zone leggermente più profonde, magari solo venti cm, ma basta a fare la differenza. Le abboccate avvengono esattamente lì.


È domenica e c’è gente sul fiume. Due greci sono molto incuriositi dal fatto che catturo a ripetizione, con un’esca artificiale e che rilascio i pesci. Parliamo un po’, gli spiego la tecnica, mi seguono per qualche metro. Incanno un altro salmerino e faccio l’errore di chiedere una foto. Porgo la macchinetta, posa, scatto, “another one” mi dice uno dei due, fa un passo ma mette il piede su una pietra bagnata, e giù in acqua... Il greco (e pace…) e la mia Canon (porca p…..).

È destino che di ritorno dalla Carinzia debba farsi tre giorni di rianimazione sotto riso….  


Ritorno a monte dove gli altri amici continuano a divertirsi, chi a secca chi a ninfa. Io ed il WM dobbiamo partire presto, illungo viaggio ci attende. A malincuore dobbiamo abbandonare il campo lasciandola al Pablo ed alla Faina, che tra una dronata e l’altra trova il tempo di fare qualche passata a ninfa.


A proposito di ninfa. Non voglio andar via senza aver preso un pesce a ninfa. Allora per l’ultimo lancio, mentre ci salutiamo, faccio passare il piccolo perdigon nel filo della correntina. E la generosissima Gail chiude un occhio di fronte ad un’attrezzatura cosi blasfema, e mi regale l’ultima fario della vacanza. 


Vorrei chiudere questo articolo con una riflessione del Mala che condivido in toto.

Pesca a parte, c’è un’altra cosa che mi preme raccontarvi, perché mi ha colpito davvero molto: ovvero i fine serata con Adriano.

Per chi ancora non lo conoscesse, Adriano oltre ad essere un pescatore di grandissima esperienza, è anche un ineguagliabile “narratore”. Tra un racconto e l’altro, è impossibile resistere al suo travolgente entusiasmo, e così il tempo scorre alla velocità della luce.

Una sera, ad un certo punto, parlando di com’era iniziata la sua attività professionale, ha concluso con una frase che mi è rimasta impressa e che non dimenticherò facilmente: “Vedi Mala”, mi disse, “la cosa più bella di tutto quanto il lavoro che ho fatto, è stata quella di riuscire a trainare in questa avventura anche i miei due figli e mia moglie. Ed oggi, nonostante i miei ragazzi abbiano un’età per cui potrebbero tranquillamente prendere la loro strada, siamo invece più uniti che mai. Pensa che ogni anno andiamo pure in vacanza tutti insieme. Decidiamo tutti insieme il luogo che ci va di visitare e…via!”

Ecco che “respirare” la serenità e l’armonia che regna in quella famiglia fa davvero bene allo spirito. Forse è solo una piccola cosa… ma da sola vale un ritorno in Carinzia!

 




Beppe Saglia (Beppe S.)



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