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Il Basso Sarca - Trentino

BASSO SARCA

di Beppe Saglia (Beppe S.)


Foto di Beppe Saglia, Antonio Napolitano

 




I protagonisti dello Scouting Pipam.

Da sinistra, Massimo Feliziani addetto alle riprese con drone, Antonio Napolitano regista e videomaker, Sergio Berti guida locale di pesca, e Beppe Saglia.



In collaborazione con Trentino Fishing e con l’Associazione Sportiva Pescatori Dilettanti Basso Sarca, a fine luglio ci siamo fiondati in Trentino per fare la conoscenza del fiume Sarca, nella sua parte terminale, che scorre da Sarche al lago di Garda per una ventina di km in un ambiente che, pur abbastanza antropizzato, resta ricco di natura, storia, arte e attrazioni sportive.
Due giorni di pesca (il terzo ce lo siamo perso a causa del meteo infausto che ha intorbidito le acque ) sono il minimo necessario per farsi un’idea di un corso d’acqua e di ciò che vi ruota attorno e non consentono esaustività
Ma lo spirito dello scouting Pipam è proprio questo, ovvero lasciare tramite un articolo ed un filmato, un’impressione quanto più onesta ed oggettiva possibile, di ciò che un pescatore forestiero può aspettarsi da una vacanza sul posto.

Dopo aver compiuto un giro esplorativo del fiume al seguito di Sergio Berti, bravissimo pescatore e guida locale, verso fine mattinata abbiamo iniziato a pescare nel tratto NKU2, uno dei tre tratti No Kill delle acque in concessione.
È un tratto molto suggestivo, situato poco a monte della foce, e riservato alla sola pesca a mosca.
È facilmente accessibile essendo costeggiato da una ciclabile che si snoda tra vigne e frutteti.
Dalla stessa, tramite una bassa ma ripida scarpata in pietra, si scende sul fiume che in questo tratto è largo una ventina di metri; è una lunghissima lama piatta caratterizzata da una corrente molto lenta.
Il fondo, nei primi metri irregolare e sassoso, diventa al centro fiume sabbioso e consente un’ottima pesca in wading.

La profondità in alcuni punti è notevole e il rischio di far fare il bagno a scatole di mosche e apparecchiature varie è consistente.
Personalmente ho pagato pegno con l’annegamento della mia Canon mirrorless, incautamente appesa al collo fuori dai waders.
Ma è stato un attimo, e dopo la pulizia e l’asciugatura al sole ha messo giudizio e ripreso a funzionare.

Le prime trote le abbiamo prese seguendo le indicazioni di Sergio, che dopo aver scannerizzato dalla riva alta il fondale ci ha indirizzati in modo puntuale nelle postazioni migliori. Anche se non c’era evidenza di schiuse in atto, la sedge pattinata risultava l’arma vincente.

La cattura che mi ha dato più soddisfazione. Una bella trota agganciata a vista pescando parecchio distante con una ninfetta in lepre e testina in tungsteno.
Ho dei problemi di vista e non sempre l’individuazione del pesce mi riesce con la stessa facilità di Sergio ed Antonio, ma lo scarto che ha fatto sul fondale per ghermire la ninfetta stavolta l’ho fortunatamente percepito bene.

Dopo una fugace cena in hotel ci siamo rifiondati in acqua per goderci il momento magico di ogni fiume nel periodo estivo.
Il coup de soir nel NKU2 è stato a dir poco fantastico.
Un’ora e mezza che da sola avrebbe potuto dare un senso al viaggio. In poco più di venti metri di fiume credo di aver allamato una quindicina di trote.
Alcune stanate dal sottoriva opposto, alcune su bollata, peraltro sempre in prossimità degli arbusti.
La taglia media delle catture è stata discreta con due mostri che mi hanno strappato lo 0,145, una direttamente sulla prima fuga post ferrata e l’altra dopo un lungo combattimento per essere riuscita ad infilarsi in un ostacolo sommerso.
La mosca principe sempre la stessa. Una sedge su amo generoso (10) montata parachute che oltre a garantire ottima visibilità, pattina bene e fatta affondare di un paio di cm con uno strattone di coda, riemerge sempre, scatenando attacchi violenti.

Stesso feedback è pervenuto da Antonio e Massimo che pescavano un centinaio di metri a valle.
Antonio in particolare è uno difficile da staccare dal fiume. A notte fonda era ancora piantato in acqua, in un fondale tra l’altro abbastanza insidioso a causa di grossi massi sommersi assai irregolari.


Nella foto la suggestiva presa d'acqua per la vecchia centrale idroelettrica di Prabi (1892)

Il mattino successivo, dopo una abbondante e discreta colazione in albergo siamo andati a testare il tratto denominato NKU1, situato alcuni km a monte rispetto a quello del giorno precedente.
Vincenzo, uno dei due guardiapesca dipendenti dall’associazione Basso Sarca, ci ha accompagnati mostrandoci oltre al fiume alcune attrazioni locali.

Nei dintorni di Arco, oltre al notevole Castello (che abbiamo visitato tramite il drone ) ci si può sbizzarrire con molteplici attività outdoor.
Le montagne circostanti sono il paradiso degli arrampicatori e dal dente dell’aquila uno scenografico sperone in vetta, si lanciano i fanatici del parapendio e delle tute alari.
Tutta l’area è ampiamente fornita di una fitta rete di piste ciclabili, scenografiche e molto ben curate.
I ciclisti sono una cornice costante dell’azione di pesca.

Il tratto NKU1 del fiume Sarca è compreso tra l’attraversamento della canaletta del consorzio irriguo all’inizio meridionale dell’abitato di Ceniga di Dro e l’opera di presa Malapreda posta circa 1 km a valle in direzione di Arco.
È un tratto caratterizzato da acque decisamente più mosse, che spumeggiano tra massi affioranti in interessanti correntini e poche buche più profonde.

Le catture sono state modeste. I pesci non collaboravano nonostante l’impegno profuso; abbiamo provato tutte le tecniche, ma alla fine i pesci a guadino si son potuti contare con una mano.
Secondo Vincenzo la poca attività dipendeva dal temporale notturno.

È andata decisamente meglio nel primo pomeriggio, quando recuperato nuovamente l’ausilio di Sergio, abbiamo pescato in un tratto libero, denominato “Sarca A”, ripopolato con avannotti e trotelle e aperto a tutte le tecniche.

Scenograficamente interessante, alterna lunghe e profonde spianate (veri e propri laghi) a tratti più mossi con intriganti sottoriva.

Sergio Berti in azione. Ottima tecnica, competenza e gentilezza. Un vero piacere averlo conosciuto in pesca.

Le catture si sono susseguite numerose. Nel primo pomeriggio, per un buon paio d’ore, le trote, complice un minimo di schiusa, sono decisamente attive; per poi mollare leggermente e riprendere con più vigore a tarda sera.
L’arma vincente è risultata ancora una volta la sedge.

Anche Antonio, liberatosi per un po’ dal ruolo di cineoperatore ha potuto dar sfoggio delle sue ottime capacità di pesca e di lettura dei luoghi, spaziando dalla secca alla ninfa ed allo streamer a salire, tecnica che padroneggia con disinvoltura e che gli ha dato buoni risultati.

Oltre a Sergio, siamo stati accompagnati da due amici del posto, Manuel Marcolini e Giovanni Boroni, appassionati e profondi conoscitori dei luoghi.
È stato un vero piacere scambiare riflessioni e ascoltare le tante storie che il basso Sarca si porta dietro.

Doppia cattura contemporanea. Due indizi fanno una prova. Il libero, anche col prelievo che purtroppo continua ad esserci, è comunque in buona salute e regala soddisfazioni.

Nel pomeriggio abbiamo fatto un salto sul Rimone, un grosso canale che mette in comunicazione il lago Toblino con il lago di Cavedine.
Largo una ventina di metri, è caratterizzato da sponde ripide che possono diventare pericolose in caso di improvvisi rialzi di livello.
Usato infatti per produzione di energia elettrica il canale ha portata e livelli estremamente variabili.

È ricco di pesci. Noi l’abbiamo trovato con livello alto, il che limita assai l’azione di pesca.
Si riesce ad entrare in acqua per pochissimi metri. A secca è praticamente impossibile raggiungere e pescare con dovizia il sottoriva alberato della sponda opposta, per cui io e Massimo abbiamo optato lo streamer e Antonio per la ninfa.
Un paio di belle trote, un salmerino e un big temolo agganciato e perso all’ultimo da Antonio...
E si, perché nel Rimone qualche bel temolo c’è.

Una vacanza di pesca non può prescindere da un approfondimento delle eccellenze enogastronomiche dello stesso.
Ecco… per soddisfare questo assioma, siamo stati ospiti di Manuel e Giovanni che ci han condotti in un locale tipico (Le Foci da Rita a Tenno https://www.ristorantefoci.com) a degustare la famosissima “carne salada” sia in carpaccio che cotta e altre specialità locali...

L’incubatoio della Associazione pescatori Basso Sarca. Qui si producono avannotti di trote fario “ceppo del Sarca” e trote lacustri con cui vengono seminati i tratti specifici indicati con colorazione azzurra nella mappa delle acque in concessione.

A proposito di lacustri… mi permetto di inserire una foto mandatami da Sergio, giusto per far capire di che taglia di pesci si parla.
Mi ha comunque onestamente detto che, pur dedicandosi quasi esclusivamente alla pesca della lacustre, la probabilità di portarla a guadino è di circa un pesce ogni dieci uscite di pesca.

L’associazione Sportiva Pescatori Dilettanti Basso Sarca ha una sede invidiabile.
Una bellissima e moderna costruzione a margine di un laghetto popolato di trote carpe e storioni, con sala riunioni uffici e servizi.
Gestisce un bilancio annuale di oltre 200.000 € frutto dei permessi di pesca e dei contributi regionali. Hanno due guardie di pesca assunte a tempo pieno e tanto volontariato. Il vulcanico presidente, Sartori Natale, ci ha illustrato con competenza e passione la società e il modus operandi della stessa.
Dal Trentino c’è solo da imparare.

Abbiamo alloggiato presso l’Aktiv Hotel Eden a Drena. La posizione è molto favorevole, essendo in posizione baricentrica rispetto alle acque in concessione, ed il contesto ambientale è pregevole.
Immerso nei vigneti consente ottima vista sulle bellissime montagne circostanti. Ma i pregi finiscono qui.
La cena è minimale ma accettabile. La camera angusta ed il terzo letto…
da dimenticare..
Non mi sentirei comunque di consigliarlo, trattandosi di una struttura datata che abbisogna di un completo restyling.
L’impressione finale sul Basso Sarca (ribadisco che era la prima volta che ci pescavo) è più che buona.
Considerato che si pesca a soli 70 mt sul livello del mare, la quantità e la qualità dell’acqua sono più che buone. Pur decisamente costruito e urbanizzato, il territorio è conservato e tenuto in ordine in modo eccellente.
Pesce ce n’è parecchio, anche perché il Trentino, regione autonoma, continua a ripopolare. Sia con novellame di qualità, sia con trote fario pronto pesca, che portano chiari i segni di un recente passato in vasca.
La stessa struttura delle acque in concessione, mostra cha la frammentazione in tratti punta ad accontentare quanti più pescatori possibile, dai moschisti (un no Kill esclusivo) agli spinningofoli (un no Kill in condivisione con la mosca), ai cestinari (4 zone di pronta pesca).
Il costo del permesso è decisamente competitivo, 18 € il giornaliero, e a mezz’ora d’auto ci sono valide alternative, dal Sarca alto, all’Adige.

Informazioni utili:
La gran parte delle informazioni relative all’associazione e alle acque in gestione è reperibile on line al sito
http://www.apbs.it/
E’ comunque disponibile in pieghevole con tutte le informazioni e la mappa delle acque.
Di seguito un elenco di posti dove è possibile fare i permessi e reperire tutte le informazioni del caso:

PUNTI VENDITA PERMESSI DI PESCA BASSO SARCA – 2021
Legenda tipologia permessi: A = Permesso annuale, S = Permesso annuale risotto (da giugno in poi),
G = giornaliero (o plurigiornaliero), T = giornaliero solo Lago di Tenno, L = gioranliero solo zona “P” Limarò.

PERMESSI ANNUALI E STAGIONALI

DRO
Bar Parete Zebrata – Località Gaggiolo, 4 – tel. 0464 507146 (A – S – G – T – L)

CAVEDINE (Frazione Lago)
Azienda Agricola Pedrotti - Via Cavedine 7 – Lago di Cavedine tel. 0461 564123 (A – S – G – T – L)

RIVA DEL GARDA
Pesca Sport Merighi - Via Edoardo Modl, 14 – tel. 0464 554778 (A – S – G – T – L)

PERMESSI D’OSPITE GIORNALIERI

ARCO
Bar Buon Di - Via Linfano, 5 – tel. 0464 518632 (G – T – L) GARDA TRENTINO S.p.A. – Azienda per il Turismo - Viale delle palme, 1 – tel. 0464 532255 (G – T – L)

CAVEDINE (Frazione Lago)
Azienda Agricola Pedrotti - Via Cavedine 7 – Lago di Cavedine tel. 0461 564123 (A – S – G – T – L)

DRO
Bar Parete Zebrata – Località Gaggiolo, 4 – tel. 0464 507146 (A – S – G – T – L)

MADRUZZO
Albergo Ideal - Piazza Valussi (Sarche), 2 – tel. 0461564131 (G – T – L)

RIVA DEL GARDA
Pesca Sport Merighi - Via Edoardo Modl, 14 – tel. 0464 554778 (A – S – G – T – L)
GARDA TRENTINO S.p.A. – Azienda per il Turismo – Largo Medaglie d’oro al V.M, 5 – tel. 0464 554444 (G – T – L)

TENNO
GARDA TRENTINO S.p.A. – Azienda per il Turismo - Infopoint Loc. Lago di Tenno (aperto da metà giugno a metà settembre) – tel. 0464 554444 (G – T – L)

TORBOLE SUL GARDA
GARDA TRENTINO S.p.A. – Azienda per il Turismo – Lungolago Conca d’Oro, 25 – tel . 0464 505177 (G – T – L)

TRENTO
Pesca Sport Lanza – Via Bassa, 44 – tel. 0461 822121 (G – T – L) Acquamarket 2000 - Via S. Bernardino, 28, 38122 Trento TN – tel. 0461 237555 (G)

VOLANO
PeschiAmo - Via Europa, 1 – tel. 0464 414707 ( G – T – L)

VALLELAGHI
Alla Stretta - Via Nazionale, 38070 Padergnone TN – tel. 0461 340157 (G)



Beppe Saglia (Beppe S.)

 

 


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